Il “cinno” è cresciuto in fretta

Con Luca Casadei non ci siamo mai frequentati. Imolesi tutti e due. Stessa classe 1955. Io cresciuto a pane e De Gregori amando De Andrè. Lui cresciuto a pane e De Andrè amando De Gregori. Abbiamo passioni in comune come la pallacanestro. E ovviamente il biliardo. Lui un campione per tutta la sua lunga carriera. Io mai stato più di un buon giocatore. Ma “battevamo” strade differenti, frequentavamo diverse compagnie, diversi luoghi. C’è voluto questo blog per avvicinarci, per annusarci, per scoprire che tra noi c’era, come definirla, forse potrei dire una certa empatia latente.

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Il cannibale

Io Enrico Rosa me lo ricordavo negli anni 80, quando partecipavo a molte gare nazionali. Nella mia mente era rimasta soprattutto l’immagine di un puntatore molto preciso, decisamente grintoso, fortissimo in coppia con un altro riminese, Sartini, giocatore dalla bocciata mortifera.


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Gran puntista, ma non solo…

Al Nuovo Manzoni di Bologna c’è una parete con centinaia di foto. Non mi sono messo lì a fare i conti, ma credo di non sbagliare se affermo che Giuliano Trebbi è il giocatore che appare più spesso fra tutti gli altri.  E non deve essere solo perché lui è ancora lì, se ci andate di pomeriggio probabilmente lo beccate mentre gioca a carte e sorseggia una coca cola. Il motivo vero è che lui è stato uno dei più grandi negli anni epici del biliardo. Non a caso Checco Fava e Valerio Veronesi lo avevano scelto come compagno di coppia per le gare nazionali più importanti. Ma anche in singolo, credetemi, era meglio non incontrarlo. Leggi tutto “Gran puntista, ma non solo…”

Numero uno

Iuri Minoccheri (le foto sono fornite da Giuliano Rontini che ringrazio)

Dunque io non sono molto assiduo sul mio blog, ma non sto mica qui a pettinare le bambole. Iuri Minoccheri un po’ me lo sono studiato. Più che altro in tivù. E nei video sui social, dove ormai è più facile trovare una diretta di una partita di boccette che foto di gattini e di piatti gourmet (ed è tutto dire). Così alla fine di questo mio studio, applicato, attento, accuratissimo, ho capito quello che avevate capito anche voi già da un pezzo: ho capito che lui adesso è il numero uno principalmente per un motivo, perché sa fare tutto. Iuri sa fare, bene, tutto. Leggi tutto “Numero uno”

L’arte del biliardo

Se un giorno vi dicono che il biliardo è geometria, vi do un consiglio: non state lì a discutere, fate finta di niente. Ma credete a me: il biliardo è prima di tutto un’altra cosa. Il biliardo è arte. E mi piacerebbe fosse ancora vivo Bertino Pelagatti, pittore, caricaturista e grande interprete del panno verde negli anni Sessanta e Settanta. Vorrei che fosse  lui a spiegarvi che le traiettorie delle boccette, prima di tutto, nascono nella testa, si nutrono della fantasia di chi le esegue, spesso indipendentemente dai vari punti di riferimento geometrici.

Un’opera di Bertino Pelagatti

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Il presidente ritrova vecchi amici-rivali

https://youtu.be/tKudbTC0nXA

Era esattamente un mese fa, al Nuovo Manzoni di Bologna. Primo giorno di interviste per il documentario sul biliardo che Alessandro Cavazza sta realizzando e che vedrà la luce a maggio 2020. Ad attendere Valerio Veronesi, presidente della Camera di Commercio e della Cna di Bologna, oltre a noi c’erano due persone che probabilmente non incontrava da tempo ma che per diversi anni aveva frequentato quasi quotidianamente, Luca Casadei e Giuliano Trebbi. Leggi tutto “Il presidente ritrova vecchi amici-rivali”

Un film e un libro sulle boccette

Il progetto è ambizioso e per chi ama il biliardo affascinante. Tentare di raccontare l’evoluzione di questo gioco-sport a partire dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Partiremo dai bar di un tempo, cari a Stefano Benni, per arrivare ai giorni nostri e alle sfide nei palazzetti. Lo faremo con un film-documentario e anche con un libro, che saranno disponibili nella prossima primavera in occasione delle finali dei campionati a squadre.

Bruno Tassi e Sergio Lizzi

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La Classe con la C maiuscola

Luciano Andruccioli,a destra, con Danilo Mainardi

Io credo sia capitato a tutti almeno una volta. Tutti noi umani, perché a volte ho l’impressione che qualche extraterrestre, nel biliardo, esista davvero. A tutti deve essere successo di sentirsi improvvisamente inferiori, inadeguati, quasi impotenti. Parlo di quella volta, di quella partita, in cui il tuo avversario è talmente forte, talmente ispirato, talmente dominante, che la sconfitta diventa l’inevitabile approdo. Quel giorno non ci sono santi, non c’è modo di opporsi, di reagire, di ribellarsi. Puoi provarle tutte, pregare, urlare, imprecare… ma il tuo destino è segnato. A me è accaduto contro Luciano Andruccioli. Leggi tutto “La Classe con la C maiuscola”