Comincio questo articolo con un ricordo personale. Non ero ancora maggiorenne e avevo iniziato a tirare boccette al Las Vegas, mitica sala biliardi imolese di cui ho parlato in un articolo agli albori di questo blog. Il venerdì sera andavo a vedere le partite del campionato a squadre. Poi, un giorno, ci dissero che avevano organizzato un campionato anche per noi ragazzi e quella fu la prima volta che indossai una “maglia”.
La corazzata Potëmkin
C’è questa regola dei fuori categoria. Due giocatori di A2 anche in B, due di B anche in C. Tra l’altro anche di diversi Csb. A parte che è una roba da corazzata Potëmkin a prescindere. A parte che lo scopo mi pare evidente: mantenere un certo numero di squadre e di gironi per motivi economici. A parte tutto. C’è un aspetto di questa regola che non viene mai citato, ma che ha poco a che fare con lo sport: incide negativamente sulle promozioni delle squadre, che spesso sono costrette a rinunciare.
Esempio: una squadra di B conquista l’A2 con due fuori quota di altre squadre, non ha la possibilità di confermarli nella categoria superiore perché loro restano dove sono, la squadra perde gran parte del suo valore, quindi rinuncia e resta in B.
Lo stesso esempio si potrebbe fare per una C che conquista la B. Con tanti saluti allo Sport con la S maiuscola. Ma allora ditelo che stiamo solo giocando e che va bene tutto, tanto l’hanno prossimo giochicchiamo di nuovo e vediamo di mettere insieme più squadre possibili.
Nonnismo
La domanda è provocatoria ma le domande possono (a volte devono) essere provocatorie, se poste comunque in modo rispettoso. Del resto lo sai che una giornalista di quella trasmissione ti farà quel tipo di domanda. La tiratina di capelli è un gesto da “nonno” ma tu non sei suo nonno e lei merita rispetto in quanto donna e in quanto giornalista. Quindi ti scusi e basta.
Non sono pere sono fragole
Forse è sempre stato così. Forse sono io che, come si tende a fare a una certa età, mi immagino un passato differente, “migliore”, che in realtà non è mai esistito.
Si fa per sopravvivere
Citazione da un giornalista americano: Gerard Baker
Quello che è successo è che le aziende giornalistiche sono cambiate nel loro carattere e nel loro scopo: sono passate da essere da quasi istituzioni legali a quasi istituzioni religiose […] Breviari per congregazioni di credenti. Il loro scopo è confortare la fede dei devoti offrendo rassicurazioni e impartendo lezioni morali.
Te che sei giornalista
“Te che sei giornalista…”. È quasi incredibile eppure capita ancora. Tra le categorie più bistrattate, denigrate, infamate, i giornalisti se la giocano con i politici. I giornali di carta non li legge più nessuno. Di quelli online si passano in veloce rassegna al massimo i titoli. Eppure il “Te che sei giornalista…” sopravvive ancora al bar. Sembra immortale. “Dai dimmi la verità da quanti giorni è già morto il papa? Vogliono far vincere all’Inter anche questo campionato? Quando faranno partire la prossima pandemia?”. La credibilità dei giornalisti, che siano firme nazionali o piccoli pensionati di provincia come me, passa in un attimo da zero a mille e di nuovo a zero. Io ho adottato una tattica che mi sembra azzeccata. Non rispondo. Al massimo faccio un sogghigno. Capperi non posso mica svelarti tutti i segreti del mondo solo perché beviamo un caffè assieme.
Complicità e ricatti
Avviso ai naviganti: oggi non parlo di biliardo. Per cui potete tranquillamente sorvolare. Avendo deciso che i social non fanno più per me può succedere che qualche volta io sfrutti il blog per scrivere qui quello che mi viene in mente. Di tutto e di… meno. Ho creato anche le categorie perfette allo scopo: “divagazioni” e ancora meglio “chissenefrega”. E comunque questa è casa mia per cui… fatevene una ragione. Oppure, se preferite, andate oltre. Non mi offendo.
Biliardo al femminile
Donne e boccette. Un connubio che ha avuto periodi migliori, ma che purtroppo sembra avviato verso il declino. Voi cosa dite? Si potrebbe fare qualcosa per invertire la rotta?

Un altro sport
Oggi voglio fare qualche breve considerazione su questo tiro. Prima guardatelo se non l’avete ancora visto.
Quell’anno al Moto Club
Ci voleva una scommessa con Luca Casadei per farmi tornare così indietro nei ricordi. Ma non mi sono fatto prendere troppo dalla nostalgia ed è stato bello ritrovare, ad esempio, questa foto del Moto Club stagione biliardistica 79-80.
