Forse è sempre stato così. Forse sono io che, come si tende a fare a una certa età, mi immagino un passato differente, “migliore”, che in realtà non è mai esistito.
Sto parlando del dialogo. Dell’ascolto. Del restare in tema. Sul pezzo. Rispettando l’opinione altrui anche non condividendola, ma soprattutto senza controbattere parlando di pere o mele mentre l’argomento in discussione sono, che ne so, le fragole.
Ho di fatto abbandonato Facebook, preferendo condividere le cose che mi vengono in mente in questo blog (e in fondo andando quindi io stesso, saltuariamente, fuori tema) proprio per questo motivo.
Estremizzo. Per spiegarmi con un esempio biliardistico non ne potevo più di commenti tipo “e allora la raspona”, “quelli alti fanno sempre filotto” eccetera, scritti sotto a post in cui magari il tema era “meglio il panno verde o il panno blu”.
Mi rendo però sempre più spesso conto del fatto che anche il dialogo a voce, magari al bar o per strada, segue le stesse (non) regole di quello online. Ognuno parla, di fatto, ascoltando solo se stesso. Dice quello che gli pare. A prescindere.
Forse, come ipotizzavo all’inizio, è sempre stato così e sono io che mi sono costruito l’idea di un passato migliore che non è mai esistito. Ma con l’andare dell’età questo andazzo delle fragole e delle pere mi infastidisce sempre di più. Al punto che quasi sempre, durante le discussioni, me ne sto in silenzio. O al massimo butto là qualche battuta abbastanza stupida, qualche frase a caso. Diciamo che è la mia forma di autodifesa.